martedì 28 ottobre 2008

Hai bevuto troppo? Ti diamo le infradito


Londra - Chi l'ha detto che, dopo una serata etilica, la soluzione più sicura sia tornare a casa sulle proprie gambe? Dipende da cosa si ha sotto i piedi. Facile per gli uomini, meno per le donne. La testa che gira, i tacchi alti, magari una buca, il piede scivola, si caracolla e la caviglia si sloga. Insomma, dopo un certo tasso alcolico anche il tacco più casto diventa un trampolo circense. Nessun problema, con self control molto british, i sudditi della regina hanno trovato una soluzione anche a questo. All’uscita dei club la polizia consegnerà infradito di plastica per tornare a casa in sicurezza senza passare dal reparto di ortopedia. Succede davvero e succede in Inghilterra, a Torquay, cittadina turistica del Devon.

Infradito per 30 mila sterline Il progetto è contenuto all'interno di un pacchetto "anti-crimini da ubriachezza molesta". Costo ai contribuenti? Circa 30mila sterline, quasi 35mila euro, di ciabatte... "Non si tratta solo di permettere alle persone di tornare a casa con comodo", ha spiegato Chris Singer, della polizia locale. "Distribuire le infradito ci dà l’opportunità di parlare con questi ragazzi e dar loro dei consigli. Vogliamo essere parte della vita di queste persone e far loro comprendere che la sicurezza è importante". "L’idea è fantastica e le indosserò sicuramente", ha commentato Danielle Bolton, 19 anni.

"Modo idiota di spendere i soldi" "A fine serata i piedi fanno malissimo e finisco per tornare a casa scalza: camminare con le infradito è molto meglio che con i tacchi". L’iniziativa però non va giù proprio a tutti. "È una maniera idiota di spendere i soldi". A marchiare così l'iniziativa è Matthew Elliott, capo di Tax Payers Alliance. "I cittadini pagano le tasse per vedere la polizia combattere il crimine, e non per distribuire scarpe a suola bassa".

da ilGiornale.it

domenica 19 ottobre 2008

Camera, dati presenze: il moralista Di Pietro campione d'assenteismo


Milano - Assente, presente, giustificato. Come a scuola. C'è anche la campanella. Ma al posto della fòrmica scritta e scorticata dei banchi scolastici, ci sono i legni pregiati di Montecitorio. Ma spirito e ambiente, a volte, sono quelli. Zuffe comprese. Da oggi sul sito della Camera dei deputati sono disponibili tutti i gli elenchi, con presenze, votazioni effettuate ed eventuali missioni. I dati sono relativi alle 1562 votazione effettuate dal 29 aprile, primo giorno della legislatura, al 13 novembre.

Registri di classe
Il "grembiulino d'oro", va a Rosy Bindi che col suo 100 per cento è al primo posto in assoluto per presenze in aula. Una "secchiona". Nella classifica dei presenzialisti, a pochi passi dalla deputata del Pd, Antonio Leone del Pdl che si ferma a un passo dal traguardo: 99,87 per cento.

Di Pietro e Veltroni maglia nera Anche il premier fra i primi della classe. Con il 98,91 per cento, fra missioni (moltissime, dovute agli impegni internazionali) e presenze, Silvio Berlusconi si piazza nella parte alta della classifica. Antonio Di Pietro, invece, rimane inchiodato al 26,18 per cento. Quattrocentonove presenze contro 1153 assenze. Pochine. Peggio di lui, fra i leader di partito, c'è solo Veltroni. Metti gli impegni di partito, Youdem e le varie attività, e Walter sprofonda al 17,67 per cento delle presenze. Una manciata di votazioni, 276 su 1562. Se fosse un anno scolastico, invece che una legislatura, l'esito sarebbe feroce: bocciatura. Bene Pier Ferdinando Casini che raggiunge il 75,03% e strappa la promozione.

Rimandato a settembre D'Alema
A metà strada fra secchioni e assenteisti, gli indecisi. Un pò ci vanno e un po' no. Dipende dai giorni. Massimo D'Alema, per esempio, si arena al 40,40 per cento, non abbastanza da giustificare la proverbiale aura da primo della classe.

da ilGiornale.it

lunedì 6 ottobre 2008

Adesso il pusher è anche on line


Milano - Vuoi mettere? Uscire di casa, andare in giro, cercare, contrattare. Magari essere anche fermati No. Roba vecchia. Ora la droga (o i suoi succedanei) si comprano on line. Molto più comodo e, apparentemente, meno rischioso. Il settore dell’e-commerce rischia di creare un nuovo, infelice, ruolo: quello del pusher on line. Basta fare un piccola indagine su qualsiasi motore di ricerca e si manifesta subito un catalogo infinito di sostanze stupefacenti. Alcune note, altre meno. Alcune illegali, altre incastrate nel cono d’ombra della semilegalità. Legali nella cantina di qualche stato “antiproibizionista” dove riposano i server dei siti. Forse.

Pollice verde Un mito dell’acquisto online è il seme. Dietro ogni cannabinoide è nascosto un giardiniere. Sguardo liquido e pollice verde. Semi da collezione, almeno li spacciano così, pardon, vendono. Gronchi rosa, penny d’argento semi di “Bob Marley sativa”. Ognuno ha i suoi hobby. Che poi nelle stesse pagine ti insegnino, in ordine cronologico, a piantare, coltivare, seccare e infine “rollare”, beh questo è un caso.

Allucinazioni in saldo Ma se il giardinaggio non è nelle proprie corde, si può saltare all’ultimo passo della filiera del “coltivatore” e passare alla pianta. Un sito in lingua inglese, offre Salvia Divinorum. Dio scampi le massaie dal condirci i tortelli col burro. E’ una pianta psicoattiva della famiglia delle Lamiacee. Una sostanza allucinogena che in Italia ha goduto di una discreta fama nei primi anni del millennio. Trovava spazio nel vuoto legislativo degli Smart Shop, i negozietti dove vendevano sostanze borderline. Poi, nel 2005 un’edizione della Gazzetta ufficiale dà una sforbiciata anche a queste piante. E rimane la rete. Gli effetti sono allucinogeni, si perde la percezione del proprio corpo e nonostante la breve durata (una decina di minuti) l’abuso può portare a disturbi psicotici. Sul web ne circolano varie qualità. Dalla pianta viva (35 dollari), alle foglie (12 dollari). Per chi vuole andare dritto al sodo c’è anche la polverina, pronta per essere fumata. Si trova in due versioni: X5 e X20, come i cd rom, solo che qui la velocità non è quella di masterizzazione ma quella della “botta”.

Piccoli chimici Ma c’è dell’altro. Per i maniaci del fai-da-te, in rete, c’è tutto il nécessaire. Se non bastano le istruzioni, Youtube, all’occorrenza, diventa una scuola di chimica. Basta aggiungere al prefisso “how to make” qualsivoglia sostanza e, con buona probabilità, si è soddisfatti. Formule chimiche, spiegazioni pratiche, trucchi, stratagemmi. Si parte dall’arrotolamento di uno spinello per arrivare alla sintetizzazione della dietilamide dell'acido lisergico, vulgo Lsd. Roba da piccolo chimico. Oppure come fare l’olio di hascisch (anche in questo caso, avviso per le massaie, non per condirci l’insalata), essenza da fumare. Ma c’è anche materiale più creativo. Si può trasformare una Playstation2 in un nascondiglio per “erba” o si può scoprire come rendere una bottiglia introvabile ai cani-poliziotti.

Esibizionismo stupefacente L’ultima follia della rete è l’esibizionismo stupefacente. Sui social network, siti di foto come Flickr o di video come Youtube spopola una nuova moda: diffondere proprie foto mentre ci si droga. C’è chi si fa fotografare fiero vicino a una pianta di marijuana, chi mostra bustine piene di polveri varie e chi inala attraverso un cinquantone. Proprio come il più scontato dei vip.

da ilGiornale.it