martedì 9 settembre 2008

La voce del Ribelle - Intervista a Massimo Fini


Milano - Massimo Fini fruga nell'inaudito. Lo fa da una vita e con un certo eclettismo. Giornalista, polemista, scrittore, storico, provocatore indefesso, guru di un movimento metapolitico e attore "interinale". E ora dà voce al ribelle. Questa volta non lo fa da solo e non lo fa neppure dagli scaffali delle librerie. Esce domani la Voce del Ribelle, neonato mensile di cui l'autore del Conformista e del Vizio oscuro dell'Occidente, è direttore politico. "L'idea è nata sull'onda di Movimento zero, il movimento culturale e politico sorto attorno ai miei libri. Ma non sarà solo un giornale ideologico. Faremo inchieste, almeno una al mese".

Qualche anticipazione?
"Nel primo numero abbiamo due inchieste, una sul collasso del mondo Occidentale e un'altra in cui capovolgiamo il punto di vista "tradizionale" sugli ultras cattivi".

Non mancheranno i corrosivi fondi finiani e il primo, dal titolo "Io talebano", è un pò la carta d'identità della pubblicazione. Un mensile che non farà sfoggio di nomi noti del giornalismo patrio ma pescherà nella trasversalità intellettuale e professionale. "Non solo giornalisti - dice Fini -, soprattutto giovani che voglio valorizzare e anche personaggi come Franco La Cecla, autore del libro Contro l'architettura". Molti collaboratori e una piccola redazione, a Roma, coordinata da Valerio Lo Monaco, direttore responsabile del mensile.


Il Ribelle è quasi un marchio di fabbrica della sua produzione, ma com'è questo ribelle? E' una versione aggiornata di quello Jungeriano?
"Sì, c'è qualcosa di Jungeriano, perchè si tratta di un ribelle ma non di un rivoluzionario e nemmeno di un cospiratore. Non vuole, come il rivoluzionario, sostituire il suo sistema di valori a quello attuale".

Com'è il prototipo del lettore di una rivista come la sua?
"Il lettore fan innanzitutto, quello che mi segue e legge i miei libri. Per questa tipologia infatti abbiamo realizzato un doppio abbonamento che prevede oltre alla versione cartacea anche l'accesso all'archivio online di tutta il mio lavoro giornalistico. Ma ci rivolgiamo in modo particolare a tutti coloro che sentono disagio nei confronti di questa società, che non sono a proprio agio nel "migliore dei mondi possibili" e magari non sanno nemmeno perchè".

Avete incontrato difficoltà a dar vita a una rivista di questo tipo in un momento in cui il panorama editoriale non è certamente florido?
"Innanzitutto la nostra rivista, per il momento, viene distribuita solo tramite abbonamento e poi, in un secondo tempo, potremmo anche arrivare nelle librerie. La nostra forza è l'entusiasmo dei ragazzi che sostengono l'iniziativa. Molti lavorano volontaristicamente e io rimango sullo sfondo, per fare esprimere le loro idee"

Il laccio che tiene insieme tutte le perline è la cifra che ha marchiato tutta la produzione di Fini, la critica al mondo moderno. "Questa è la crisi economica di un sistema che ha puntato tutto sul denaro senza considerare gli altri valori. Questa crisi costringerà tutti a rivolgersi anche al non economico. Il sistema che crolla è quel modello di sviluppo nato nel 1750 con la rivoluzione industriale". Perchè, infondo, quella del Ribelle, è una voce "incazzata".

da ilGiornale.it

Su Facebook vince Obama


Milano - La corsa alla Casa Bianca si combatte anche a colpi di mouse. E Barack Obama lo sa bene. Dopo aver spopolato su Youtube con il video di una sua succinta supporter e con la hit "Yes we can", la clip che ha raccolto emuli anche oltreoceano, parte l'offensiva di Obama nei Social Network. Le reti globali che trasformano internet in una gigantesca community in cui tutti si conoscono, tutti parlano e tutti si sbirciano. Il posto ideale dove fare un marketing politico virale ed efficace e raccogliere consensi nella generazione Y.

Su Facebook Obama è in testa Con 100 milioni di utenti, Facebook non è solo la rete sociale più grande del mondo, è anche uno dei bacini elettorali più appetibili. E il popolo del web sembra aver già scelto il proprio candidato per lo studio ovale. Dal verdetto degli internauti esce incoronato, senza ombra di dubbio, Obama che forte di un milione e settecentomila sostenitori polverizza il rivale repubblicano, inchiodato a non più di quattrocentomila "amici" su Facebook.

Candidato ubiquo, dai cattolici ai gay Il candidato del partito dell'asinello ha puntato molte energie sui nuovi mezzi di comunicazione. Nel suo sito ufficiale, spicca una finestra il cui messaggio è chiarissimo "Obama Everywhere", Obama ovunque. E le nuove tecnologie servono proprio a essere contemporaneamente, in posti differenti, senza esserci. Così l'avatar di Obama, ubiquo più che mai, appare e ricompare in tutte le agorà della rete. Fa proseliti su Facebook, incanta i giovani su My space e squaderna le foto della sua "corsa" su Flickr, come se non fosse il favorito per la poltrona più importante del mondo, ma un normale internauta. E poi, va oltre. Pagine registrate a suo nome (e linkate sul suo sito ufficiale) compaiono nel social network Faithbase, rete dedicata ai giovani cattolici e Balckplanet dedicato alla popolazione afroamericana. E poi, per non farsi mancare niente, sbarca anche su Glee (community dedicata a "gay lesbiche e qualsiasi altra cosa") e Migente e Mybatanga, piattaforme dedicate alle popolazioni ispaniche.

Un sito per smontare le accuse contro Obama La mobilitazione della rete nei confronti di Obama è stata grandissima. Video amatoriali, gallerie fotografiche, animazioni e ovviamente diari on line. Fra i tanti fenomeni di supporto, uno dei più singolari è un sito statunitense che si occupa, volontariamente, di smentire giorno per giorno le menzogne messe in circolo sul candidato democratico.

Blogger italiani Il riverbero della sfida a stelle e strisce approda anche in Italia, dove i blogger dello Stivale scrivono e commentano le gesta dei due sfidanti. A sostegno dell'Elefantino repubblicano scende il blog Italian bloggers for McCain, contornato dai cespugli dedicati a Ron Paul, candidato bocciato alle primarie, ma adorato dalla rete. Anche in Italia, il candidato democratico piace molto agli internauti, che gli hanno dedicato un canale sulla piattaforma del Cannocchiale e qui e là nella rete, sbocciano siti dai titoli espliciti come Sognoobama, alcuni totalmente amatoriali, altri appoggiati a gruppi del Pd. Una sfida globale che rimbalza da uno schermo all'altro.

da IlGiornale.it