mercoledì 27 agosto 2008

Basta un click per svelare i fannulloni


Milano La caccia al perditempo sembra essere il vero tormentone dell’estate 2008 e il web si è mosso subito per verbalizzare questo trend. Coinvolgendo gli utenti, ovviamente. Forse anche un po’ troppo. Da quattro giorni è online, un sito totalmente dedicato alla caccia al lavoratore assenteista. Si chiama superfannulloni.it e l’idea è venuta a Vittorio Pavesi, un tecnico informatico milanese di trentun'anni.

Delazione on line L’home page, raffigura un Brunetta gaudente seduto su un grosso scranno bianco e sotto compaiono le modalità per segnalare i fannulloni. Trasporti pubblici, sanità, istruzione e sport, comuni, province e forze dell’ordine. Ci sono tutte le declinazioni possibili della Pa. E scatta la delazione. Basta inviare una segnalazione, raccontare gli estremi della vicenda, specificare la città ma omettere il nome (anche un fannullone ha diritto a una certa privacy) e la schedatura è effettuata. Una mappatura di tutti le sacche di pigrizia nello Stivale, un database del disservizio statale.

Chi fa la spia Certo fare la spia, come insegnano gli adagi popolari, non è mai stata una virtù, ma per l’ideatore di questa anagrafe dei perdigiorno, non è esattamente così. “Non penso che sia una questione di fare la spia tutti si lamentano di quello che succede nella Pa – spiega Vittorio Pavesi -, l'altro giorno mi hanno raccontato di un ufficio pubblico che faceva orario continuato ma se ti presentavi allo sportello ti dicevano di tornare dopo perché erano in pausa pranzo”.

Fannulloni da antologia Infatti, il sito assume ben presto le sembianze di un’antologia di "aneddoti fannulloni", quasi fosse un nuovo genere di letteratura. Genere tristemente esilarante. "Il professore di educazione musicale è un ottimo insegnante di educazione fisica, infatti durante le sue ore di lezione il più delle volte si esce nel cortile per giocare a pallone", scrive un anonimo delatore di Catanzaro. In certi casi non si tratta neppure di fannulloni doc, ma di lavoratori diversamente operosi: "Segretaria va a fare la spesa, il bucato, il pranzo e tante altre cose durante orario di lavoro segnando lo stesso le giornate lavorative complete", si sfoga un aretino.

Kennedy, Brunetta e i lazzaroni Pavesi, però cerca di portare la sua creatura a un’altezza meno pedestre, citando John F. Kennedy ("Non chiederti cosa il paese può fare per te... chiediti invece cosa puoi fare tu per il tuo paese") e squadernando le finalità etiche del sito. “Lo scopo sarebbe quello di identificare le situazioni che non vanno e renderle visibili a tutti per poi obbligare a cambiare l'atteggiamento del "fannullone" o di chi lo controllo controlla”. E i soldi? Pavesi, non sembra particolarmente interessato al risvolto economico: “Io lavoro nel settore internet ma questo sito l'ho voluto fare perché spero di migliorare qualcosa non per guadagnarci se poi si guadagna ben venga…”.

Privacy Data la giovane età del sito, le “schede” sono ancora poche, ma superfannulloni.it potrebbe diventare un archivio di lazzaroni, consultabile per città e lavoro. Un gioco che potrebbe diventare pericoloso, se dietro lo schermo del pc ci fosse qualcuno intenzionato a “diffamare” piuttosto che a ripulire la pubblica amministrazione. Ma l’ideatore assicura che l’anonimato del fannullone garantisce una totale privacy e comunque avvisa che “tutti i dati vanno presi col beneficio del dubbio”. Così sarà fatto, per il momento rimangono una manciata di risate, amare ovviamente.

da IlGiornale.it

martedì 12 agosto 2008

Olimpiadi: polemica sui premi del Coni


Pechino - Non si vive di sola gloria. E anche se la gloria è quella delle Olimpiadi, non è sufficiente per sbarcare il lunario. Il Coni, infatti prevede un premio in denaro per gli atleti che riescano a salire sul podio. Premio che per la ventinovesima edizione dei Giochi è stato aumentato di 10 mila euro per ogni categoria, portando l'oro a 140 mila euro, l'argento a 75 mila e il bronzo a 50 mila. Un bel gruzzolo, certo, ma c'è la beffa. Il premio, seppur olimpionico, rimane un'"entrata" e il fisco, indifferente alle glorie dello sport, provvede alla tassazione. Così il premio si dimezza. Davanti a questo miracolo al contrario gli atleti rischiano di perdere la proverbiale calma "olimpica".


D'Aniello: detassare i premi come in Cina "Ho saputo che tutti i premi che vengono dati agli atleti cinesi che qui vincono una medaglia sono completamente detassati - ha spiegato Francesco D’Aniello, forte di una medaglia d'argento appena ritirata nel tiro a volo -. Rivolgo allora un appello al Parlamento italiano affinchè faccia altrettanto, approvando la proposta di legge presentata circa un mese fa dal nostro presidente Luciano Rossi, che è anche un deputato, di defiscalizzare i premi olimpici del Coni, equiparandoli ai premi di produzione e agli straordinari". L'atleta azzurro ha parlato della proposta della Pdl arrivata in Parlamento: "Spero che approvi presto questa proposta - dice D’Aniello - perchè sarebbe una cosa giusta. Quando stavo in pedana non pensavo certo ai soldi, ma poi riflettendoci a mente fredda dico che non è bello ricevere solo il 50% di ciò che ti viene promesso. Noi del tiro, ma vale per tanti altri sport, non guadagniamo molto. E sarebbe giusto che almeno i premi olimpici per chi vince una medaglia non venissero tassati, come fanno qui in Cina".

Vezzali "Noi non siamo come i calciatori, i nostri guadagni non sono stratosferici: sarebbe giusto detassare i premi per le medaglie olimpiche, e non versarne la metà". Valentina Vezzali ha rilanciato così la polemica alzata da Francesco D'aniello.

La judoka contro la tassazione Il dimezzamento del premio, sudato e guadagnato in quattro anni di duro lavoro, non va giù nemmeno a Giulia Quintavalle, l'atleta livornese medaglia d'oro nel Judo. "Abbiamo portato in alto l’Italia, siamo stati meritevoli: avere un premio dimezzato dalle tasse è un dispiacere. Loro non sanno i nostri sacrifici" ha fatto eco Quintavalle all'appello di D'Aniello. "Non voglio privilegi a livello fiscale - concluso-, ma forse per noi atleti un pò di attenzione in più, quando lo meritiamo, dovrebbe esserci".

Petrucci fa sponda "La proposta di detassare i premi degli atleti azzurri deve essere portata avanti". Lo ha detto il presidente del Coni Gianni Petrucci. Ovviamente "se il ministro Tremonti è d’accordo", ha proseguito.

Ai bielorussi salsicce per tutta la vita Oro in cambio di salsicce. Certo, la gloria, i trionfi e le medaglie danno la fama. Ma la fame, quella è un'altra cosa. Così , in Bielorussia, un produttore di carne ha annunciato di aver trovato il modo migliore per motivare gli atleti dell’ex repubblica sovietica alle Olimpiadi: offrire a chi vincerà una medaglia d’oro un rifornimento di salsicce per tutta la vita. "Non abbiamo ancora definito come funzionerà. Ma una o due volte al mese, forniremo agli atleti alcuni dei nostri prodotti", ha detto all'agenzia di stampa Reuters Boris Tsiporin, direttore dell’azienda Belatmit. Una particolare forma di galanteria sarà riservata alla squadra di basket femminile, beniamina del pubblico bielorusso: per loro qualsiasi medaglia frutterà loro salsicce a vita. Se le salsiccenon dovesero bastare, ai vincitori dell’oro, altri sponsor pagheranno 100.00 dollari, che saranno 50.000 per l’argento e 30.000 per il bronzo.

Per gli australiani francobolli in 48 ore Un francobollo con la propria effigie realizzato a tempo di record. E' il premio aggiuntivo per gli atelti australiani che torneranno nella terra dei canguri con una medaglia d'oro al collo. In due giorni il valore bollato viene realizzato, autorizzato, distribuito e gli atleti finiscono sulle buste australiane. Il valore dei francobolli è di mezzo dollaro australiano (circa 0,30 euro). Le poste di Melbourne ne hanno già realizzati tre per le medaglie d’oro nel nuoto femminile con i volti sorridenti di Stephanie Rice (400 misti), Libeth Trickett (100 farfalla), Leisel Jones (100 rana). Un'iniziativa analoga è stata lanciata anche nel paese ospite dei ventinovesimi giochi. China Post ha provveduto alla realizzazione di confezioni di nove francobolli con le medaglie e l’effigie dell’atleta.

Premi milionari all'ombra della muraglia Chi riuscirà a scalare il gradino più alto del podio potrà portarsi a casa fino a un milione di yuan (quasi centomila euro). Un montepremi molto più alto rispetto a quello stanziato per Atene 2004, quando per una medagli d'oro il regime di Pechino non sborsava più 200 mila yuan. Quest'anno il minimo previsto per un primo posto sarà 300 mila yuan, con vette di un milione per le gare più impegantive.

da IlGiornale.it

sabato 9 agosto 2008

L'ultima di Grillo: giornalisti alla gogna

Milano - Grillo è un vulcano. Un’idea dopo l’altra. Questa volta riabilita una versione web e soft delle polverose liste di proscrizione. A dire il vero non la chiama propria così, come sua abitudine, è molto più esplicito. L’iniziativa lanciata dal suo blog si chiama “Sputtaniamoli”. Se la volontà punitrice non fosse abbastanza chiara, c’è anche un disegnino. Due colpi di mouse e ti scarichi il banner dell’iniziativa con una gogna medievale in bella mostra, pronto per essere appiccicato su tutti i blog della rete grillina.

Tocca ai giornalisti A chi appartiene il collo che il comico ligure vuole incastrare nello strumento di tortura? Questa volta tocca ai giornalisti. Un po’ per volta, con un po’ di pazienza, e Beppe se la prende con tutti. "Diffamarne unno per educarne cento", è questo il macabro titolo del post che analizza la situazione della stampa italiana. Insomma, la morale è che per fermare la “diffamazione” bisogna “sputtanare”. Se non a mezzo stampa, a mezzo web. Via con le danze medioevali. Basta fare il copia incolla di un articolo giudicato “falso” (non è dato sapere il criterio di valutazione), spedire link e informazioni sul giornalista e i morsetti della gogna sono pronti a essere stretti. Un album Panini dei giornalisti “infetti” dal virus della menzogna, una Wikipedia della “diffamazione”. Secondo Grillo ovviamente.
(il video allegato accompagna l'iniziativa di Grillo sul suo blog personale)

da il Giornale.it