giovedì 22 novembre 2007

Come a Londra, a Hyde Park

Nel 1995 sono stato in Inghilterra per la prima volta. Avevo tredici anni ed ero vittima di una di quelle gite organizzate che vengono ribattezzate con un ossimoro di successo: vacanze studio. Va da sè che in questi viaggi vengano disattese sia le aspettative genitoriali che quelle figliali: non ci si diverte come in una vacanza vera e propria ma soprattutto non si studia. Ho pochi ricordi di quella prima trasferta solinga oltre i confini patrii. Uno particolarmente nitido: lo speaker's corner di Hyde Park, a Londra.
Tornai in Italia con un'idea altissima del mondo anglosassone. Idea che col passare degli anni avrei notevolmente rivisitato. Ma quel posto in cui potevano parlare tutti, anche se non avevano niente da dire e nessuno da cui farsi ascoltare, non ha ancora smesso di affascinarmi. Ed è proprio questo principio un pò anarchico della libertà d'espressione che, anche nelle sue declinazioni più becere, ho sempre rintracciato e apprezzato nella rete.
Ho scritto questo post non solo per appagare l'egotismo che il blog talvolta implica, quanto per introdurre un piccolo viaggio nel mondo del web più curioso e verace, in tensione fra serietà e cialtroneria. Esattamente come a Hyde Park.




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