venerdì 30 novembre 2007

Across the universe


Se andare al cinema significasse esclusivamente andare a vedere un film, "Across the universe" non varrebbe il biglietto. Fortunatamente il grande schermo prevede anche altri linguaggi comunicativi, questo ne è un esempio. Tutto in questo lungometraggio è musicale, a partire dalla trama cucita addosso ad alcune fra le più belle canzoni dei Beatles. La vicenda di Jude, giovane operaio di Liverpool che va in America alla ricerca del padre, e trova un amico, una ragazza e una nuova vita è solo un pretesto per cantare, interpretare e celebrare gli anni sessanta. Ma se fosse solo questo, se tutto si potesse riassumere in un peana ai sixties, non ci sarebbe niente di nuovo. Sarebbe solo uno dei tanti macigni sulle spalle di chi (noi) fra una trentina d'anni avrà poco da commemorare. Invece c'è la critica, nascosta in un gioco continuo di citazioni.
Il chitarrista che sembra Jimi Hendrix ricalcato con la carta copiativa, la cantante che potrebbe essere una Janis Joplin passata per il Sert, Bono Vox, che interpreta un guru della west coast, che vale per i santoni di tutti tempi, ma che a me ha fatto venire in mente Thimoty Leary, il profeta dell'Lsd, poco santone e molto cialtrone. E, ancora, il richiamo all'arte concettuale, al Village, alla New York di Andy Wharol e a quella grande onda policromatica di acido che con la promessa di guarire l'america dal daltonismo della vita di tutti i giorni, invece di essere cavalcata, ha finito per annegare tutto, creatività compresa. E poi arriva, velata ma decisa, la critica. Perchè, alla fine, gli Stati Uniti non sono l'Italia. E il pacifista "radicale" che finisce per difendere la pace a suon di bombe è una metafora sempre valida. Il paradigma di ogni fondamentalismo, religioso o politico che sia. E poi i richiami cinematografici. I musical da Jesus Christ Superstar a Moulin Rouge. Un pizzico di Paura e delirio a Las vegas nelle scene, quasi fantasy, di distorsione visiva. E anche un pò di Quadrophenia, storia mod adagiata su una colonna sonora degli Who (con la partecipazione di un giovane Sting).

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