lunedì 8 ottobre 2007

Qualche riflessione sul futuro dei media: "Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella che danzi"



Dio è morto. Man is god. L'uomo è Dio. Partiamo da questo video, inquietante come un virus, che apre scenari sul futuro dei media. Per chi non ha avuto la pazienza di vederlo tutto, anticipo la firma finale: Casaleggio associati, il deus ex macchina del fenomeno Grillo... Da questo punto di vista, diventano tutte più inquietanti le tecnoprofezie che si allungano sul futuro dei media. Un avatar vocale pronostica con voce atona l'eclissi dell'universo tradizionale dei media, per come li abbiamo conosciuti fino ad oggi, almeno. E poi una sfilza ansiogena di scenari futuri. Che qualcosa bollisse in pentola lo avevamo capito. Giornali on line, blog, videogiornalismo, miniaturizzazione delle tecnologie, citizen journalism. Ce n'è abbastanza per scardinare il vecchio mondo della carta stampata e quello attempato della televisione tradizionale. Bisogna mettere da parte l'affetto per il cronista che con le dita ingiallite dal fumo batte sulla macchina da scrivere ed entrare nella modernità, anche quella liquida e vagamente confusionaria, della rete...

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