giovedì 1 marzo 2007

Ancestrale

Ancestrale:1. Che appartiene o si riferisce agli antenati, trasmesso dagli antenati; avico, atavico. 2. Detto dei caratteri, somatici o psichici, che si suppone fossero presenti e più sviluppati nei remoti antenati. Ancestrale è un termine roboante, riempie la bocca e riesce a paludare anche il discorso più striminzito. Per questo a volte lo si trova dove non dovrebbe essere, poverino, fuoriluogo come uno smoking in mezzo a un rave. Io ho avuto dei problemi di dipendenza, sono il primo a denunciarlo. Per me era un'ossessione, un mantra da far rimbombare nella mia scatola cranica, una spezia con cui condire ogni affermazione. Quando, rimboccando le coperte, ero arrivato a dirmi di avere una stanchezza ancestrale, ho capito che dovevo disintossicarmi. Ora, a distanza di anni, riesco a parlarne liberamente e a trattarlo con quel distacco che si riesce a tributare ai problemi solo molto tempo dopo la loro risoluzione.Ancestrale è un mondo che ci siamo lasciati alle spalle, un trisavolo barbuto e polveroso, la tavola con il pane scuro di un clan altomedievale, un parente lontanissimo da ringraziare per un occhio azzurro o un bisnonno disperso cui addebitare un tic osceno. Ancestrale è una parola così fuori da questo mondo, che il dizionario dell'Istituto dell'enciclopedia italiana vulgo Treccani, per spiegarcelo non può che ricorrere a due aggettivi, se possibile, ancora più oscuri come avito e atavico. Non tanto per autoreferenzialità quanto per necessità. Perchè spiegare ancestrale ai giorni nostri è come provare a parlare con uno straniero senza avere neppure una lingua in comune. Impossibile. Forse proprio per questa impenetrabilità "ancestrale" riesce ad essere così evocativo.